RisparmiAmbiente

Piccoli gesti per noi, un grande aiuto alla natura..

Schede informative riguardo alla tutela ambientale in ambito domestico.

 

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Il risparmio idrico

La situazione
L'acqua è una delle sostanze più importanti e, se non ci fosse, nessuna forma di vita potrebbe esistere.
L'acqua è un bene quantitativamente stabile: si rinnova ma non aumenta ne diminuisce, la sua quantità è di circa 1.400 milioni di Km3, il 96,5% dei quali è salata mentre il 3,5% è dolce, nei ghiacciai e negli iceberg rimane imprigionato circa l'1,7% e quindi l'acqua dolce che rimane disponibile per essere utilizzata è l'1,8% del totale. Questa percentuale esigua sarebbe comunque sufficiente a garantire le esigenze di tutti gli esseri viventi se non fosse che molta di essa è inquinata e resa inutilizzabile, o utilizzata senza ritegno. Oggi 1,3 miliardi di persone non hanno accesso all'acqua potabile, 800 milioni sono le persone che non hanno ancora un rubinetto in casa; i cittadini dei paesi industrializzati consumano in media circa 40 litri per fare una doccia, per i 2/3 dell'umanità questi 40 litri rappresentano la disponibilità d'acqua di intere settimane (OMS 2002).
Ecco perché una gestione più consapevole dell'acqua anche in ambito domestico può portare ad importanti risparmi di un bene così prezioso e così mal distribuito.

Cosa posso fare?
Le statistiche evidenziano che ogni italiano consuma in media 213 litri di acqua al giorno, il 39% per bagno e doccia, 20% per i sanitari, 12% per il bucato, 10% per il lavaggio delle stoviglie, 6% per usi di cucina, 6% per il lavaggio di auto e per il giardino, 1% per bere, 6% per altri usi. Cosa si può fare per utilizzare l'acqua senza sprechi?

 

Ecco alcuni suggerimenti:


Fai la doccia invece del bagno
La quantità d'acqua necessaria per il bagno in vasca è fino a 4 volte superiore alla quantità necessaria per la doccia.


Attenzione al WC
In Italia utilizziamo per il getto del WC acqua potabile. Esistono nuove cassette che permettono di regolare la quantità d'acqua adeguandole ad ogni esigenza e riducendo gli sprechi. Se non vuoi cambiarla, ma ritieni che il tuo sciacquone utilizzi troppa acqua inserisci nella cassetta una bottiglia chiusa piena d'acqua, risparmierai un litro e mezzo di acqua ogni volta che tiri lo sciacquone.


Verificare periodicamente l'impianto domestico
Per controllare di non avere perdite d'acqua è sufficiente chiudere tutti i rubinetti e controllare che il contatore non giri, cioè che non registri prelievi d'acqua. Se il contatore è posto in un pozzetto stradale è opportuno installare un manometro, uno strumento dal costo contenuto che, misurando la pressione dell'acqua, consente di effettuare un controllo attento e puntuale sull'impianto idrico.


Un secchio per lavare l'auto
Usa il secchio per lavare l'automobile risparmierai fino a 150 litri d'acqua per volta. Un secchio d'acqua insaponata e uno di acqua pulita per sciacquare possono essere sufficienti per lavare l'automobile invece che utilizzare un getto d'acqua corrente.


Frutta, verdura e piatti
Lavare la frutta, la verdura ed i piatti lasciandoli a mollo nell'acqua per un po' di tempo, consentono di risparmiare molta acqua rispetto a lavarli sotto un getto d'acqua corrente.


Inserisci riduttori di flusso in rubinetti e doccia.
Grazie ai riduttori di flusso, che sono facilmente applicabili a tutti i rubinetti e docce è possibile risparmiare circa il 40% dell'acqua in essi utilizzata. Il riduttore di flusso è uno strumento piccolissimo e facilmente applicabile che miscela l'acqua con particelle di aria, dando luogo ad un getto d'acqua molto confortevole ed ugualmente efficace. Va sottolineato inoltre che questo dispositivo non solo fa risparmiare acqua, ma nel caso di acqua calda, utilizzandone di meno, viene ridotto anche il consumo di energia per riscaldarla.

Quanto mi costa?
Gli interventi proposti in questa scheda sono prevalentemente privi di costo, poiché prevedono soprattutto cambiamenti di abitudini. Un piccolo investimento è invece richiesto per le cassette del water e riduttori di flusso. I primi, ormai di uso comune costano quanto quelli che non permettono di scegliere la quantità d'acqua utilizzata (attorno ai 50 Euro).
I riduttori di flusso per rubinetto costano 2 Euro, quelli per la doccia 9 euro (il kit "bagno più cucina", 3 da rubinetto + 1 da doccia, costa 13,50 Euro), e sono acquistabili tramite Emporio Alcatraz.
Questo piccolo investimento può essere ammortizzato da una famiglia media in circa due anni, ovviamente più siete in famiglia e prima si rientra della spesa.

Per saperne di più...
Per approfondire il tema del risparmio idrico puoi consultare i seguenti siti:
Situazione internazionale: www.cipsi.it/contrattoacqua/home/
Situazione italiana: www.llpp.it/RisorseIdriche/risorseidriche.htm
Aspetti tecnici: www.acqualab.it
Consigli per risparmiare: www.provincia.fe.it/ecoidea
Riduttori di flusso: www.commercioetico.it/ridutflusso

 

 

 

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L'isolamento termico

La situazione
L'utilizzo di combustibili fossili produce gravi effetti ambientali, i cui effetti sono in parte visibili a livello locale (piogge acide, inquinamento termico, smog fotochimico, ecc.), in parte globali tra i quali i più evidenti sono i mutamenti climatici dovuti all'aumento della concentrazione dell'anidride carbonica nell'atmosfera: "effetto serra". Attualmente l'utilizzo dei combustibili fossili emettono circa 30 miliardi di tonnellate di anidride carbonica all'anno. Anche considerando i meccanismi di autodepurazione dell'atmosfera, si osserva un aumento della concentrazione dell'anidride carbonica atmosferica di oltre una parte per milione in volume all'anno; negli ultimi 40 anni tale concentrazione è aumentata del 16%. Ciò comporta una alterazione continua nel delicato equilibrio fra energia solare che raggiunge la Terra e calore che questa dovrebbe riuscire a irraggiare, che sempre più invece viene trattenuto dentro l'atmosfera comportando, come in una serra, l'aumento della temperatura media della Terra. Una parte considerevole dei consumi di combustibili fossili sono imputabili al riscaldamento domestico che rappresenta il 15% dei consumi energetici italiani. Perciò un elevata efficienza degli impianti di riscaldamento non solo apporta un risparmio economico, ma anche una riduzione nella produzione di "gas serra".

Cosa posso fare?
La maggior parte delle case italiane è isolata termicamente molto approssimativamente, di conseguenza la maggior parte del calore prodotto viene perso attraverso spifferi o mal utilizzato. Le soluzioni ideali sarebbero l'isolamento totale della parete esterne (mediante intonaci particolari) e del soffitto e l'utilizzo di un efficiente sistema di riscaldamento (caldaie ad alta pressione, riscaldamento a pavimento, pannelli radianti). Questi interventi sono tuttavia molto impegnativi e da consigliare soprattutto a chi sta costruendo o restaurando la propria casa.


Vi sono anche però vari interventi, semplici ed economici, che possono portare ad un miglioramento dell'efficienza termica del proprio appartamento ed impianto:


Verifica le guarnizioni
Le guarnizioni per serramenti, in gomma o in silicone, impediscono rinnovi d'aria eccessivi e perdite di calore. Se ben applicate a in tutte le finestre possono apportare un risparmio del 10-15% sui consumi per il riscaldamento. Il costo è di circa 6-7 Euro per metro quadro di infisso.


Inserisci un altro vetro nel medesimo infisso
Senza dover cambiare infisso, vi è spesso la possibilità di inserirvi un secondo vetro, ottenendo così una finestra capace di trattenere all'esterno della casa il freddo ed i rumori. Questa scelta è particolarmente fruttuosa per chi ha dei vetri molto sottili. Il costo si aggira attorno ai 40 -50 Euro per metro quadro di infisso e può portare ad un risparmio del 5 -10 % dei consumi. Molto più efficiente è la scelta di sostituire gli infissi con vetri a termocamera o di montare un ulteriore serramento, con questi interventi il risparmio è del 15 -20 %, anche l'investimento è però maggiore: 120 -170 Euro a metro quadro di infisso.


Usa le tende
Un risultato apprezzabile può essere ottenuto mettendo tendaggi pesanti davanti alle finestre nelle ore più fredde, facendo però molta attenzione a non coprire con le stesse i termosifoni, che spesso in maniera errata vi sono posizionati sotto.


Controlla il cassonetto della tapparella
Il cassonetto della tapparella è uno dei punti di maggiore dispersione di calore perché spesso non è isolato. Isolarlo è un intervento semplice e poco costoso che può portare un risparmio del 5-10 % sui consumi per il riscaldamento. Basta infatti inserire dell'isolante all'interno del cassonetto (facendo attenzione a non ostruire il passaggio della tapparella) e applicare una guarnizione in gomma agli sportelli interni di chiusura.


Sfiata l'impianto di riscaldamento e pulisci la caldaia.
L'impianto di riscaldamento deve essere periodicamente sfiatato, perché se rimane dell'aria nel circuito, l'acqua trasmette peggio il calore e la caldaia deve produrne di più per raggiungere la temperatura desiderata. Anche la pulizia della caldaia ha influenza sulla riduzione dei consumi, infatti anche un piccolo spessore di fuliggine nei canali che portano il fumo, causa una sensibile riduzione del rendimento dell'impianto.


Utilizza timer e termostati.
Per coloro che passano gran parte della giornata fuori casa un timer applicato alla caldaia può permettere che questa funzioni solo nei periodi desiderati, rimanendo spenta quando in casa non c'è nessuno ed accendendosi solo poco prima del rientro degli abitanti. L'utilizzo di termostati applicabili al termosifone permettono di differenziare la temperatura nelle diverse stanze, mantenendone alcune più fredde ed altre più calde, o facendo si che il riscaldamento di una stanza avvenga solo in determinate parti del giorno.

Ci sono degli incentivi ?
Per tutti gli interventi che riguardano l'isolamento termico della casa (dalle semplici guarnizioni, alla sostituzione dei solai) e l'efficienza energetica degli impianti di riscaldamento è prevista una detrazione IRPEF del 36%.

Per saperne di più...
Per approfondire il tema del risparmio termico puoi consultare i seguenti siti:
www.enea.it
www.provincia.fe.it/ecoidea
www.ermesambiente.it

 

 

 

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I pannelli solari

La situazione
L'attuale sviluppo della società umana si basa quasi esclusivamente sul consumo di fonte energetiche non rinnovabili ovvero la combustione di carbone, idrocarburi, gas naturali. Queste fonti energetiche sono in esaurimento poiché il tempo necessario alla ricostruzione delle scorte è infinitamente superiore a quello in cui queste vengono consumate; inoltre e soprattutto queste fonti energetiche sono dannose poiché la loro combustione libera anidride carbonica in quantità tali che l'ecosistema non è più in grado di assorbire attraverso oceani, foreste e boschi. Il risultato di questo aumento di concentrazione di CO2 nell'atmosfera è "l'effetto serra" e le sue conseguenze: aumento delle temperature, aridità, alluvioni, innalzamento del mare.
Queste considerazioni rendono evidente l'importanza di sviluppare fonti energetiche "pulite" e rinnovabili che grazie alle tecnologie attuali potrebbero già soddisfare il 50% del consumo mondiale attuale.

Cosa Posso fare?
Installare i collettori solari, più comunemente noti come pannelli solari. Questi sfruttano una forma di energia rinnovabile e facilmente utilizzabile: l'energia solare per la produzione di energia termica a bassa temperatura. Questi pannelli consentono quindi di ottenere acqua calda per usi sanitari, riscaldamento di ambienti e piscine.

Come funzionano?
I pannelli solari utilizzano l'energia termica del sole per il riscaldamento di fluidi come acqua o aria. Un pannello è formato da quattro strati: una lastra di vetro, uno strato di aria, una piastra assorbente entro la quale passano i tubi con il fluido da scaldare ed uno stato isolante. I raggi del sole attraversano il vetro e colpiscono la piastra assorbente, la quale in parte li trattiene riscaldandosi e riscaldando i fluidi che vi passano all'interno. La parte di raggi respinti dalla piastra assorbente, vengo quindi trattenuti dal vetro e innalzando notevolmente la temperatura dello strato d'aria che li divide (per lo stesso principio per cui quando si entra in macchina d'estate questa è rovente). L'alta temperatura dello strato d'aria e l'isolamento sottostante permette l'efficienza del collettore anche in caso di variabilità meteorologica e ne migliora le prestazioni.

Quali applicazioni?
Produzione di acqua calda sanitaria: L'acqua calda che si utilizza per cocce, bagni, igiene personale e della casa, lavaggio di stoviglie ed utilizzi di cucina è facilmente riscaldabile mediante pannelli solari che possono coprire sino al 65% annuo del fabbisogno energetico per questi scopi. Questi pannelli sono collegati a caldaie alimentate a gas o a scaldabagno elettrici che garantiscono l'acqua calda anche di notte o nei periodi dell'anno più nuvolosi. Impianti di questo tipo possono essere realizzati sia per servire piccole utenze, sia per usi collettivi quali condomini o impianti sportivi.


Riscaldamento di piscine: I consumi energetici legati alla gestione ottimale delle piscine sono altissimi. La temperatura richiesta dalle piscine è attorno ai 25-28 °C, queste temperature i pannelli solari possono produrle durante tutto l'anno coprendo quindi il 100% del fabbisogno annuo di riscaldamento. Inoltre a questo scopo si possono utilizzare pannelli in materiale plastico, non vetrato, dal costo decisamente inferiore.


Riscaldamento degli ambienti in inverno: sono ormai in uso sistemi di riscaldamento che non utilizzano i termosifoni per l'emanazione del calore ma elementi radianti posti sotto tutto il pavimento della casa. Questi sistemi garantiscono una temperatura omogenea in tutti i punti della casa non riscaldano inutilmente i soffitti poiché il loro raggio di efficienza è solitamente non superiore ai 220 cm dal pavimento. A questo tipo di riscaldamento è possibile associare l'utilizzo di pannelli solari poiché l'acqua che circola all'interno delle tubature è ad una temperatura mai superiore ai 30 °C, facilmente raggiungibile dai collettori anche nelle giornate di sole invernali. Con questi sistemi il 40-50% dei consumi energetici per il riscaldamento può essere realizzato con l'energia solare.

Quanto mi costa?
Il costo di collettori solari per il riscaldamento dell'acqua sanitaria per l'esigenze di singolo appartamento di medie dimensioni è attorno ai 3000 Euro.

In quanto tempo lo ammortizzo?
Se i pannelli vanno ad integrare un caldaia a metano il tempo di ammortamento dell'investimento è di circa 6 anni, se integrano un scaldabagno elettrico si ottiene l'ammortamento in circa 3 anni. Tali tempi si accorciano notevolmente se si usufruisce degli incentivi esistenti. Tenendo conto che la durata prevista per i pannelli è ampiamente superiore ai 15 anni, la convenienza sul lungo periodo è ampia.

Ci sono incentivi?
Del costo sostenuto per l'istallazione e l'acquisto dei pannelli è prevista una detrazione IRPEF del 41%. Inoltre periodicamente le Regioni emanano dei bandi di finanziamento per i privati che installano pannelli solari che sovvenzionano fino al 30% dei costi.

Per saperne di più...
Per approfondire il tema dei pannelli solari ad uso termico e le loro applicazioni:

www.alcatraz.it
www.enea.it
www.isesitalia.it
www.provincia.fe.it/ecoidea

 

 

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Differenziare i rifiuti

La situazione
I rifiuti sono scarti, sono quello che rimane dalle attività dell'uomo.
Si è calcolato che la mole di rifiuti che ciascuno di noi produce in un giorno è pari a circa 1,5 Kg, ma poi bisogna aggiungere i rifiuti lasciati nelle strade, quelli della lavorazione delle industrie, delle cave e miniere, quelli prodotti dagli agricoltori e tante altre tipologie. Tutti questi rifiuti li scarichiamo nella terra e, a volte, nelle acque. Qualcosa non arreca danni e si trasforma naturalmente. Altri rifiuti, invece, non si possono trasformare: alterano il nostro ambiente e a volte sono molto pericolosi. La raccolta differenziata permette il corretto smaltimento delle diverse tipologie di rifiuto e per quelle che lo consentono l'avvio al riutilizzo. Nelle realtà più avanzate la quota della raccolta differenziata raggiunge il 40% dei rifiutati prodotti, ma la media nazionale è ancora lontana dal 30%: obiettivo minimo dalla legge sui rifiuti. In molti casi mancano ancora strutture adeguate, ma altrettanto manca in molti cittadini la sensibilità e l'impegno a differenziare i rifiuti, senza i quali nulla può essere fatto.

Cosa posso fare?
Se impariamo a distinguere i rifiuti, se ci abituiamo a separarli uno dall'altro, possiamo fare un grande servizio per noi e per il nostro ambiente.
Abbiamo oggi a disposizione, nelle strade e in luoghi opportuni, diversi tipi di contenitori nei quali è possibile raccogliere separatamente i nostri rifiuti ed informandosi presso le aziende che gestiscono la raccolta dei rifiuti potremmo sapere come smaltire le tipologie per cui non ci sono i cassonetti.


Carta e Cartone
Il loro recupero evita il disboscamento e consente di risparmiare acqua e energia. La carta torna in circolazione sotto forma di carta da pacchi, giornali e cartoni da imballaggio. Si può riciclare ogni genere di carta e cartone, escluse le carte plastificate, oleate, vetrate e carbone.


Plastica
La plastica rappresenta per l'ambiente un vero problema perché non rientra nel ciclo naturale, tanto che rimane inalterata nel tempo. La raccolta differenziata della plastica consente l'invio del materiale ad impianti per il riciclo e può essere utilizzata per produrre altri contenitori, panchine, componenti per auto, tubazioni, maglioni pile, etc. Per occupare meno spazio è bene schiacciare e tappare i contenitori.


Vetro
Il vetro è un materiale che può essere riciclato all'infinito. Ciò consente un notevole risparmio di energia e di materie prime che servono per produrlo. Dal vetro si ottengono bottiglie, barattoli, lastre per finestre.


Lattine in alluminio
L'alluminio è un metallo la cui produzione comporta un notevole dispendio di energia. Infatti, per produrre una lattina occorre una quantità di energia 20 volte superiore a quella impiegata per riciclare la stessa quantità di materiale. L'alluminio recuperato viene fuso e, successivamente, riutilizzato.


Oli alimentari e di frittura
Gli oli alimentari e quelli di frittura sono inquinanti delle acque e per tanto non devono essere smaltiti gettandoli nell'ambiente o nelle fognature per le quali comportano anche gravi danni. Raccogliete gli oli usati in un contenitore capiente, quindi contattate la ditta che gestisce la raccolta dei rifiuti per concordarne lo smaltimento.


Farmaci
I farmaci scaduti sono considerati rifiuti pericolosi poiché dalla loro decomposizione si possono formare altre sostanze dannose per la salute dell'uomo e dell'ambiente. Per questo devono essere smaltiti presso impianti di termocombustione. La raccolta differenziata dei farmaci scaduti si attua solitamente con contenitori posti nelle farmacie dove i cittadini possono depositare gratuitamente i farmaci scaduti


Oli minerali esausti e batterie d'auto
Gli oli minerali e le batterie d'auto non possono essere gettati nel cassonetto o abbandonati all'esterno di esso. Gli oli usati raccolti possono essere rigenerati o distrutti ad impatto ambientale basso. Le batterie usate delle autovetture sono rifiuti pericolosi perché contengono liquidi corrosivi e quantità di piombo. In questi casi è bene consultare la ditta che gestisce la raccolta dei rifiuti e chiederne lo smaltimento.


Pile elettriche
Le pile elettriche sono rifiuti urbani pericolosi, non trattabili assieme agli altri rifiuti perché in esse sono contenute sostanze tossiche come mercurio, nichel, cadmio e piombo. Se gettate nel cassonetto destinato alla normale raccolta dei rifiuti i metalli tossici possono rientrare nella catena alimentare. Solitamente la raccolta delle pile è attiva presso i rivenditori delle stesse o nelle scuole.


Toner, nastri di stampa, cartucce
Questi prodotti devono essere avviati ad una raccolta differenziata perché contengono delle sostanze nocive per l'ambiente se smaltite in maniera scorretta, sia perché parte di queste cartucce possono essere riutilizzate ricaricandole. Solitamente la raccolta di toner e cartucce per stampanti è attiva presso i rivenditori delle stesse, se ciò non dovesse essere contattate la ditta che gestisce la raccolta dei rifiuti per concordarne lo smaltimento.


Rifiuti ingombranti
Mobili e grandi elettrodomestici non entrano nel cassonetto ma non devono essere abbandonati in strada. Il loro smaltimento è diverso a seconda dei materiali di cui sono formati, in particolar modo i frigoriferi vengono smaltiti in modo controllato per recuperare i gas CFC, pericolosi per la fascia dell'ozono. In questi casi è bene consultare la ditta che gestisce la raccolta dei rifiuti e chiederne lo smaltimento.

Per saperne di più...
Per approfondire più in generale il tema dei rifiuti:
www.distintirifiuti.it
www.rifiutilab.it
www.conai.it
www.rifiutinforma.it

 

 

 

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La riduzione dei rifiuti all'acquisto

La situazione
La maggior parte dei rifiuti non umidi prodotti in ambiente domestico (circa il 50% del volume ed il 30% del peso) sono imballaggi. Il compito dell'imballaggio in un prodotto è di garantirne la massima sicurezza proteggendolo da alterazioni generate da fattori climatici (raggi solari, pioggia, umidità), da vibrazioni, strappi. L'imballaggio deve permettere una fruizione comoda e nel minor tempo possibile del prodotto; inoltre è sull'imballaggio che vengono posti i messaggi informativi e le istruzioni per l'uso del prodotto. In pratica quasi tutto ciò che acquistiamo quotidianamente (bevande, conserve, detersivi ecc.) per poter arrivare nelle nostre case ha bisogno di essere imballata impacchettata o comunque confezionata.
Questi materiali però, una volta giunti all'interno delle nostre case e svolta la loro funzione, si trasformano in rifiuti da smaltire. Alcuni di questi sono fatti di materiali riciclabili (vetro, cartone, plastica, alluminio), altri sono realizzati in materiali che possono essere solo smaltiti (polistirolo, tetrapak, resine), altri ancora sono realizzati in multi materiale, perciò difficilmente riciclabili anche se costituiti da materie che singolarmente potrebbero esserlo.
È necessario riprogettare il ciclo completo del prodotto, diminuendo la produzione dei rifiuti alla fonte e incoraggiando forme di riutilizzo, riciclo, recupero di materia prima ed energia del materiale usato. Va inoltre considerato che una riduzione del volume degli imballaggi porterebbe anche ad una riduzione dei flussi di traffico correlati al trasporto delle merci con ulteriori conseguenze positive per l'ambiente e per la nostra qualità di vita.

Cosa posso fare?
Come consumatori è importante intervenire ponendo attenzione nell'acquisto delle merci al volume e alla qualità degli imballaggi, ricordando che questi rappresentano un costo a carico della società in cui viviamo e che tramite le nostre scelte all'acquisto possiamo influenzare fortemente le scelte produttive a monte della catena.
Vi proponiamo alcuni criteri e consigli per ridurre considerevolmente la vostra produzione di rifiuti domestica.


Preferisci prodotti con poco imballaggio: vi sono prodotti in cui parte dell'imballaggio è utilizzato esclusivamente per scopi promozionali o di marketing, assolutamente inutili al consumatore ma che incidono significativamente anche sul prezzo del prodotto.


Preferisci prodotti concentrati: diluendo successivamente in acqua ridurrai di molto il volume dell'imballaggio e al momento dell'acquisto non paghi il costo dell'acqua, del maggior imballaggio e dei trasporti ad esso associati.


Preferisci prodotti "formato famiglia": sono molto convenienti rispetto al monodose e sono caratterizzati da un volume di imballaggio molto inferiore per unità di prodotto rispetto alle confezioni più piccole.


Preferisci prodotti con contenuto ricaricabile: Ogni volta che utilizzi una ricarica (refil) per un prodotto risparmi all'ambiente un imballaggio molto più voluminoso da smaltire, inoltre questi prodotti sono spesso convenienti.


Preferisci prodotti con imballaggio fatto in materiale riciclato, o eventualmente riciclabile: effettuare la raccolta differenziata è importantissimo, ma altrettanto lo è sostenere il mercato ei prodotti realizzati con materiali riciclati, specialmente se utilizzati come imballaggi per i quali i parametri estetici possono ignorati.


Scegli imballaggi costituiti da un solo materiale: un imballaggio costituito da più di un materiale non è differenziabili anche se i singoli materiali che lo compongono lo sono, evita l'acquisto di prodotti con questo tipo di imballaggio così come di quelli con imballaggi non riciclabili.


Non abusare dei prodotti usa e getta: la cultura dell'usa e getta ha trovato molto successo nella nostra società, forse soprattutto per l'apparente economicità e praticità. Non vengono però spesso considerati i costi sociali e gli impatti ambientali correlati ad un uso non consapevole di questi prodotti (bicchieri piatti e posate, rasoi, macchine fotografiche, batterie...). Riducendone l'acquisto solamente a situazioni particolari si vedrà ridotto notevolmente il volume dei rifiuti prodotti in ambito domestico.


Per fare la spesa preferisci ai sacchetti di plastica, quelli di carta o ancor meglio quello di stoffa che potrai utilizzare per molti anni. Ridurrai il numero di sacchetti di plastica in circolazione che spesso sono tra i rifiuti abbandonati nell'ambiente e portati dal vento e dalle correnti in ogni angolo del nostro pianeta.


Prima di buttarli compatta il più possibile gli imballaggi in plastica e carta quindi depositali nei relativi raccoglitori per la raccolta differenziata, anche la riduzione del volume dei rifiuti è importante, si rende infatti più efficiente ed economico il servizio di raccolta dei rifiuti, costo che indirettamente ricade sui cittadini.

Per saperne di più...
Per approfondire il tema del compostaggio domestico può richiedere le seguenti guide:
"Prendi uno... paghi due" Ufficio Ecoidea - Provincia di Ferrara.
"Guida del Consumatore Ecologico. Come fare la spesa e rispettare l'ambiente". WWF Sezione di Pistoia.
"Lo smaltimento dei rifiuti". Provincia di Bergamo - Osservatorio Rifiuti.


Per approfondire più in generale il tema dei rifiuti:
www.conai.it
www.pack-age.it
www.distintirifiuti.it
www.rifiutilab.it
www.rifiutinforma.it
www.provincia.fe.it/ecoidea

 

 

 

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La compostiera

La situazione
Il problema dei rifiuti e del loro smaltimento è molto complesso è necessita per la risoluzione dell'impegno sia delle Pubbliche Amministrazioni, sia di tutti i cittadini.
Circa un terzo dei rifiuti prodotti origine organica (scarti di frutta e verdura, carta, legno, potature...) quindi potrebbero essere smaltiti dalla natura senza difficoltà, ciò non avviene poiché spesso vengono raccolti assieme ai rifiuti non biodegradabili e conferiti in discariche o inceneritori. Chi volesse sottrarre la propria parte di rifiuti organici da questa poco nobile sorte può utilizzare una compostiere domestica per trasformare i propri scarti in ottimo concime.

Cos'è il compostaggio?
Il compostaggio è un processo naturale che permette di ottenere dagli scarti organici di cucina e del giardino della materia organica, del terriccio ricco di humus, chiamato compost, che è un ottimo concime naturale per piante ed orti.
All'interno di un apposito contenitore chiamato compostiera, giorno dopo giorno, si accumulano i rifiuti umidi prodotti che vengono progressivamente decomposti dai microrganismi presenti in natura.
Le compostiera sono prevalentemente realizzate in materiale plastico riciclato, spesso coibentate per trattenere meglio il calore durante la fase di fermentazione e ridurre notevolmente i tempi di maturazione dei rifiuti. Possiedono tutte un coperchio superiore, rimovibile per il riempimento ed il rivoltamento del materiale, e un'apertura inferiore per l'estrazione del compost maturo.

Cosa ci va... e cosa no
Nella compostiera si possono mettere:


Avanzi di cucina
Residui di pulizia delle verdure, bucce di alimenti non trattati, fondi di caffè e the, pane raffermo e ammuffito, gusci d'uova.


Scarti di giardino e orto
Legno di potatura, sfalcio di prati, foglie secche, segatura e trucioli provenienti da legno non trattato, fiori appassiti, gambi, avanzi dell'orto.


Altri materiali biodegradabili
Carta non patinata e cartone (solo se non trattati chimicamente), fazzoletti di carta, carta da cucina, salviette.

Nella compostiera NON si possono mettere:
Plastica e materiali contenenti plastica
Oggetti con parti in metallo
Vetro
Cicche di sigarette
Legno verniciato o trattato
Calcinacci
Vernici e residui di prodotti chimici
Olio di frittura
Tessuti
Filtri di aspirapolvere
Piante infestanti o malate

Che vantaggi dà?
Fornisce fertilizzante naturale, utilizzabile nell'orto, in giardino e per le piante in vaso.
Consente un risparmio economico limitando l'acquisto di terricci, substrati e concimi organici.
Rallenta l'esaurimento delle discariche.
Evita l'incenerimento degli scarti organici umidi garantendo una migliore combustione ed una ottimizzazione del recupero energetico degli inceneritori.

Dove mettere la compostiera?
La collocazione ideale della compostiera nell'orto o nel giardino è in un luogo praticabile tutto l'anno, senza fastidiosi ristagni d'acqua e fango tipici del periodo invernale. Vi deve essere la vicinanza di una fonte d'acqua o la possibilità di addurla con una canna. Il composter va posto all'ombra: l'ideale sarebbe sotto alberi che nella stagione invernale perdono le foglie.

Il compostaggio fa puzza? Attira animali?
No, la compostiera non produce odori ne attira animali, tuttavia per garantire queste condizioni il processo di compostaggio dei rifiuti deve essere ben gestito e controllato. I rifiuti inseriti devono essere quelli adeguati miscelati nelle giuste proporzioni. Per far ciò è bene seguire i consigli delle guide.

Quanto mi costa?
I modelli di dimensioni più ridotte con capienze di 300 litri costano circa 70€. Naturalmente il prezzo aumenta per compostiere di dimensioni maggiori. Inoltre in molti Comuni l'azienda che raccoglie i rifiuti prevede incentivi a chi utilizza la compostiera domestica. Ulteriori sconti possono essere ottenuti tramite la costituzione di gruppi d'acquisto. Se sei interessato rivolgiti al gestore del tuo Emporio Alcatraz.

Per saperne di più...
Per approfondire il tema del compostaggio domestico può richiedere le seguenti guide:
"Dal pattume... al concime" Ufficio Ecoidea - Provincia di Ferrara.
"Dal compost nascono i fiori". Legambiente Vicenza e Comune di Vicenza.
"Alla scoperta del compostaggio domestico". Osservatorio Rifiuti - Provincia di Bergamo.

Per approfondire più in generale il tema dei rifiuti:
www.rifiutinforma.it
www.distintirifiuti.it
www.rifiutilab.it
www.provincia.fe.it/ecoidea

 

 

 

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Etichette ecologiche

La situazione
La società dei consumi ha un forte impatto sull'ambiente. La portata di tale impatto dipende dalle scelte che ciascuno di noi consumatori fa per soddisfare i propri bisogni. Una scelta che può essere decisiva è quella di comprare prodotti più "verdi". Una domanda forte da parte di consumatori rispettosi dell'ambiente rappresenta un potente stimolo per le imprese ad intensificare gli sforzi in materia ambientale, a migliorare le prestazioni lungo tutto il ciclo di vita del prodotto o del servizio, riducendo il consumo di materie prime per unità di prodotto e la produzione di rifiuti ad essi connessi, diminuendo le emissioni in atmosfera e gli scarichi in acqua, progettando sistemi di imballaggio snelli e riciclabili, utilizzando sistemi di spostamento delle merci sostenibili.

Cosa posso fare?
Sul mercato sono presenti una serie di marchi che garantiscono informazioni accessibili, comprensibili, pertinenti e credibili sulla qualità ambientale dei prodotti ed etichette illustrano i consumi energetici e di materie prime correlabili ai principali elettrodomestici domestici. Imparare a conoscere, riconoscere e scegliere questi marchi ed etichette è un paso importante per la scelta di un consumo cirtico e attento alle esigenze dell'ambiente.


Ecolabel

Ecolabel Europeo
La margherita dell'Ecolabel è un marchio voluto dalla Comunità Europea (Regolamento CE 1980/200) con il quale si incoraggiano i produttori a progettare prodotti "amici" dell'ambiente e dà ai consumatori la possibilità di operare scelte ambientalmente consapevoli e affidabili quando acquistano.
I prodotti che espongono l'Ecolabel sono sia beni di consumo quotidiani (eccetto alimenti, bevande e medicinali), sia servizi.
L'Ecolabel viene concesso sulla base di criteri ecologici, fondati sulla base dell'impatto ambientale del prodotto/servizio in tutte le fasi del suo cicolo di vita (progettazione, commercializzazione, utilizzo, smaltimento) e che tengono in considerazione il consumo di energia, l'inquinamento idrico e atmosferico, la produzione di rifiuti, la gestione sostenibile del patrimonio boschivo, l'inquinamento acustico e del suolo.
Questi criteri sono studiati e tarati nello specifico per ciascuna categoria di prodotto/servizio.
Sono stati realizzati i criteri di assegnazione dell'Ecolabel per circa 20 categorie di prodotti (vernici, carte,detergenti,lampadine, computer, frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, concimi, scarpe, materassi...) ed hanno ottenuto l'Ecolabel oltre 300 prodotti.

FSC

FSC
Forest Stewardship Council, è il sistema di certificazione per le foreste e il legno e riguarda tutti i prodotti derivati. Fsc si basa su 10 principi e criteri di buona gestione forestale condivisi a livello internazionale. Il logo Fsc su un prodotto indica che il legno usato per fabbricalo proviene da foreste gestite in modo ecologicamente compatibile, socialmente utile ed economicamente valido. Dal legno si ricava la cellulosa per la carta, compresa quella per tovaglioli, carta igienica, aciugatutto, fazzoletti, ecc.
Il Forest Stewardship Council è una ONG internazionale, indipendente e senza scopo di lucro, che include tra i suoi membri gruppi ambientalisti e social, comunità indigene, proprietari forestali, industrie che lavorano e commerciano legno, scienziati e tecnici che operano insieme per migliorare la gestione delle foreste in tutto il mondo.

Etichette energetiche

Etichette Energetiche
Ogni anno le famiglie italiane consumano più di 27 miliardi di chilowattora per far funzionare i propri elettrodomestici, pari ad una bolletta energetica di quasi 6 milion di Euro, e contribuendo con circa 19 milioni di tonnellate di anidride carbonica ai problemi dell'effetto serra. Scegliere gli elettrodomestici che hanno le migliori prestazioni da un punto di vista energetico comporta un risparmio per i consumatori ed un beneficio per l'ambiente. Per questo sui pricipali elettrodomestici (frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavastoviglie) è stata resa obbligatoria l'etichetta energetica.
Questa etichetta dà molte informazioni sul prodotto. Una prima classificazione si basa sulle classi di efficienza energetica.
I consumi annui di un elettrodomestico in classe A possono essere considerati circa la metà di quelli associabili ad uno in classe G perciò anche l'eventuale differenza di prezzo all'acquisto può essere rapidamente ammortizzabile.
L'etichetta fornisce inoltre altre informazioni come la rumorosità dell'apparecchio, il consumo energetico ed idrico per ciclo di lavaggio (per lavatrici e lavastoviglie) o il consumo energetico annuo (per i frigoriferi).

 

Per saperne di più...
Per approfondire il tema dei marchi ecologici e delle etichette energetiche puoi consultare i seguenti siti:
www.enea.it
www.europa.eu.int/ecolabel
www.unimondo.org/fsc-italia/
www.provincia.fe.it/ecoidea

 

 

 

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Le celle fotovoltaiche

La situazione
L'attuale sviluppo della società umana si basa quasi esclusivamente sul consumo di fonte energetiche non rinnovabili ovvero la combustione di carbone, idrocarburi, gas naturali. Queste fonti energetiche sono in esaurimento poiché il tempo necessario alla ricostruzione delle scorte è infinitamente superiore a quello in cui queste vengono consumate; inoltre e soprattutto queste fonti energetiche sono dannose poiché la loro combustione libera anidride carbonica in quantità tali che l'ecosistema non è più in grado di assorbire attraverso oceani, foreste e boschi. Il risultato di questo aumento di concentrazione di CO2 nell'atmosfera è "l'effetto serra" e le sue conseguenze: aumento delle temperature, aridità, alluvioni, innalzamento del mare.
Queste considerazioni rendono evidente l'importanza di sviluppare fonti energetiche "pulite" e rinnovabili che grazie alle tecnologie attuali potrebbero già soddisfare il 50% del consumo mondiale attuale.

Cosa posso fare?
Installare i pannelli fotovoltaici (da non confondere con i più comuni pannelli solari termici) che producono energia elettrica utilizzando l'irraggiamento della luce del sole. L'energia prodotta può essere direttamente utilizzata oppure può essere venduta al gestore che immettendola nella rete, in questo ultimo caso vi sarà un bilancio tra l'energia prodotta e quella consumata, con il risultato di diminuire o azzerare le bollette elettriche.

Come funzionano?
I pannelli fotovoltaici sono costituiti da celle di silicio. Questo materiale semiconduttore ha la caratteristica, opportunamente trattato, di generare elettricità se esposto alle radazioni solari. Una stringa di pannelli fotovoltaici non praticamente limiti di produzione di potenza, dipende solo da quante celle si vogliono collegare in parallelo. Il trasferimento dell'energia dal pannello fotovoltaico all'utenza o alla rete avviene attraverso dispositivi necessari per trasformare la corrente da continua in alternata. La duttilità della forma delle composizioni di celle e del loro colore permette anche un interessante utilizzo di queste nella progettazione archittettonica, inserendo i pannelli come elementi di decoro su facciate, pensiline, ringhiere e non rilegandoli esclusivamente sui tetti.

Quali applicazioni?
Sistemi isolati: Sono pannelli non collegati alla rete elettrica ai quali deve essere associato un sistema di batterie per garantire l'erogazione della corrente anche nelle ore minore illuminazione o buio. Vengono utilizzati o in case isolate (abitazioni rurali, rifugi di montagna) non raggiunte dalla rete elettrica, o per applicazioni particolari quali: alimentazione per camper e barche a vela, illuminazione pubblica, funzionamento di centraline e ripetitori, apparecchiature di pompaggio e irrigazione dell'acqua in agricoltura.


Condizionatori: i condizionatori d'aria si utilizzano prevalentemente in presenza di assolate giornate di sole, la situazione ideale per il funzionamento delle celle fotovoltaiche. Vi sono in commercio condizionatori muniti di celle fotovoltaiche che traggano l'energia per funzionare dallo stesso sole che scalda le nostre case ed uffici.


Sistemi collegati alla rete: in questi impianti i pannelli producono energia che non viene accumulata in batterie, ma consumata direttamente o ceduta alla rete. Nelle ore in cui il generatore fotovoltaico non è in grado di produrre energia sufficiente a coprire la domanda di elettricità, la rete fornisce all'utente l'energia necessaria, così come nei momenti in cui i consumi sono inferiori all'energia prodotta questa viene venduta alla rete. In questi impianti vi sono due contatori, uno contabilizza l'energia immessa nella rete ed una quella attinta: il risultato è una riduzione drastica delle bollette se non il totale azzeramento. Un impianto di medie dimensioni 3 kWp connesso alla rete in una località del centro italia può produrre mensilmente da un minimo di 200 kWh nei mesi in cui le ore di luce sono minori ad un massimo di 500 kWh in Giugno e Luglio.

Quanto mi costa?
Un impianto isolato di 3 kWp (dimensione media) costa attorno ai 30.000 Euro, un impianto di pari potenza collegato alla rete costa attorno ai 18.000 Euro. Inoltre va aggiunto un costo di manutenzione annua, paragonabile a quella di un impianto elettrico classico, le celle sono invece praticamente inattaccabili dagli agenti esterni.

In quanto tempo lo ammortizzo?

Nel caso di impianti isolati bisogna calcolare anche quanto costerebbe portarvi la rete elettrica nel caso di case o rifugi, o della necessità (barche a vela e camper), in alcuni casi può essere considerato anche la soluzione più convenente in assoluto.
Per gli impianti collegati alla rete invece i tempi di ammortamento, senza considerare i possibili incentivi, sono molto alti attorno ai 25-30 anni.

Ci sono incentivi?
Del costo sostenuto per l'istallazione dell'impianto fotovoltaico è prevista una detrazione IRPEF del 36%. Inoltre periodicamente le Regioni emanano dei bandi di finanziamento per i privati che installano sistemi fotovoltaici che sovvenzionano fino al 75% dei costi.

Per saperne di più...

Per approfondire il tema dei pannelli solari ad uso termico e le loro applicazioni:
www.enea.it
www.isesitalia.it
www.tetti-fotovoltaici.org
www.provincia.fe.it/ecoidea

 

 

 

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Eco ufficio

La situazione
Gli impatti ambientali correlati alla "vita d'ufficio" non sono assolutamente trascurabili, anzi in molti casi sovrastano quelli correlati alla vita domestica.
L'utilizzo di macchinari alimentati ad energia elettrica, il grande consumo di carta e inchiostri e la produzione di rifiuti, fanno sì che nei nostri uffici si consumino molte energie e materie prime.
A ciò va aggiunto che la cultura ambientale stenta a farsi largo tra le mura aziendali ancor più che tra quelle domestiche, quasi come se i danni prodotti da errati comportamenti in ufficio non ricadessero sulla ambiente e la vita all'esterno.
Così in molti uffici non viene effettuata la raccolta differenziata anche da persone che nelle loro case la fanno, o l'attenzione al risparmio energetico (spegnere luci e computer quando non servono) e di risorse (consumare meno carta ed inchiostro) perda di essere un valore appena diventa qualcun altro il soggetto a cui sono intestate le bollette e le fatture.
Un atteggiamento più responsabile nelle scelte che caratterizzano la vita in ufficio può essere attuato da tutti e può produrre importanti risultati.

Cosa posso fare?
Vi sono alcuni acquisti, comportamenti e supporti che possono modificare sostanzialmente l'impatto ambientale correlato alla attività che svolgete nel vostro ufficio o studio.


Utilizza lo stand-by per schermo e computer
Si ha un risparmio energetico utilizzando lo stand-by regolarmente anche per piccole pause, ma avviene il contrario se si utilizza per lunghe pause per le quali è meglio spegnere il computer ed il monitor.


Per utilizzi standard preferisci stampanti a getto di inchiostro
Le stampanti a getto d'inchiostro consumano da 5 a 10 volte meno energia elettrica, che quelle laser. Al minor consumo d'energia corrisponde una riduzione delle emissioni di "gas serra" nell'atmosfera.


Acquista stampanti fronte-retro
L'utilizzo di queste stampanti riduce di circa il 40% il consumo di carta in ufficio (sono pochi infatti i documenti che devono essere obbligatoriamente stampati sul solo fronte). Riduzione dell'utilizzo di carta significa una riduzione di materie prime consumate, ma anche di rifiuti prodotti (in particolar modo per le bozze o i documenti interni che spesso vengono cestinati poco dopo essere stati stampati). Verranno ridotti anche i costi per l'acquisto di carta ed sarà necessario un spazio minore per le scorte o per l'archivio.


Fai la raccolta di toner e cartucce
Le cartucce e i toner di stampanti, fotocopiatrici e fax, se buttati tra i rifiuti urbani, possono creare danni ambientali perché contengono residui di sostanze nocive: sono infatti considerati rifiuti pericolosi e devono essere raccolti separatamente. Inoltre è attivo il riutilizzo di alcuni di questi "contenitori", che vengono ricaricati. Solitamente la raccolta di toner e cartucce per stampanti è attiva presso i rivenditori delle stesse, se ciò non dovesse essere contattate la ditta che gestisce la raccolta dei rifiuti per concordarne lo smaltimento. Così come i toner anche i contenitori dei correttori liquidi (i "bianchetti") sono rifiuti pericolosi e devono essere smaltiti separatamente.


Utilizza carta riciclata
Utilizzando carta riciclata si compiono due azioni ambientalmente utili, si preservano foreste dall'abbattimento e si da nuova vita a dei rifiuti. Le moderne carte riciclate hanno raggiunto dei costi competitivi con la carta vergine e la loro qualità, anche in relazione al funzionamento di stampanti e fotocopiatrici è elevata. Ve ne sono di molti colori e raffinatezze, ma evitate quelle sbiancate poiché il procedimento non privo di impatti ambientali. L'utilizzo della carta riciclata anche esclusivamente per stampe interne o bozze, può ridurre notevolmente i consumi di carta vergine e l'abbattimento di alberi associati al vostro lavoro.


Preferisci buste di sola carta
Le buste con la finestrella in plastica, non sono riciclabili (a meno che qualcuno non si prenda la briga ogni volta di staccarne il pezzo di plastica!), utilizzando buste in sola carta con l'indirizzo stampato o appiccicato con etichette, permetterà ai vostri destinatari di separare più semplicemente la vostra busta ormai divenuta rifiuto.


Utilizza lampadine a basso consumo energetico
Negli uffici dove la luce rimane accesa per molte ore l'utilizzo di lampadine a basso consumo energetico può essere molto vantaggioso sia ambientalmente che economicamente. Le lampadine a fluorescenza consumano un quarto circa dell'energia utilizzata da una lampadina a incandescenza e durano più a lungo. Anche se sono più costose, il loro prezzo viene recuperato rapidamente con il minor consumo di energia e la maggior durata.


La cancelleria
Le sostanze contenute nei normali prodotti di cancelleria possono essere pericolosi per la nostra salute prima che per l'ambiente. Sono in commercio colle, correttori liquidi, biro, pennarelli privi di solventi, ma fatti con materiali solubili in acqua, si possono poi utilizzare matite fluorescenti al posto degli evidenziatori. Esistono poi alternative all'imperante usa e getta che produce grandi quantità di rifiuti: penne, matite e cartucce per stampanti ricaricabili.


Batterie ricaricabili
Per tutti gli apparecchi che in ufficio funzionano con batterie elettriche (orologi, calcolatrici, macchine fotografiche digitali, registratori...) è preferibile utilizzare batterie ricaricabili piuttosto che quelle usa e getta. Sono più convenienti economicamente ed inoltre riducono quasi totalmente la produzione di un rifiuto pericoloso come lo è la batteria elettrica esausta.

Per saperne di più...
Per approfondire più in generale il tema dei rifiuti:
www.provincia.fe.it/ecoidea
http://utenti.lycos.it/wwf_fg/ufficio.htm

 

 

 

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Il risparmio energetico

La situazione
Ogni anno le famiglie italiane consumano più di 27 miliardi di chilowattora per far funzionare i propri elettrodomestici, pari ad una bolletta energetica di quasi 6 milioni di Euro, altri 7 miliardi di chilowattora sono consumati per l'illuminazione domestica. Questi consumi contribuiscono con circa 23 milioni di tonnellate di anidride carbonica ai problemi dell'effetto serra e le sue conseguenze: aumento delle temperature, aridità, alluvioni, innalzamento del mare. Va infatti sottolineato che la maggior parte dell'energia elettrica consumata in Italia viene prodotta bruciando combustibili fossili.
Un dato altrettanto allarmante è che metà dell'energia consumata in ambito domestico è sprecata a causa di distrazioni, errato utilizzo di elettrodomestici o inefficienze di questi.
Queste considerazioni rendono evidente l'importanza di adottare una serie di comportamenti e scelte anche in ambito domestico per ridurre l'energia elettrica consumata con conseguente riduzione delle spese sostenute e degli impatti ambientali correlati.

Cosa posso fare?
Vi proponiamo alcune buone abitudini e acquisti che vi permetteranno di ridurre considerevolmente il vostro consumo di energia elettrica in ambito domestico senza dover affrontare investimenti ingenti:


Preferisci lampade a basso consumo: vi sono diverse tipologie di lampadine che si differenziano sia per la forma, la luminosità prodotta, ma anche per quanto riguarda il consumo energetico associato.
- Le lampadine ad incandescenza (quelle "tradizionali") hanno un costo d'acquisto molto basso, ma producono una luminosità di 12 lumen per ogni watt ed hanno una durata di circa 1000 ore.
- Quelle alogene costano di più ma hanno un efficienza luminosa di 22 lumen per watt e durano circa 2000 ore.
- Le lampade tubolari fluorescenti ad alta frequenza (quelle a forma di tubo o circolari) costano ancora più delle alogene ma sono molto più efficienti da un punto di vista dei consumi, infatti hanno un efficienza luminosa di 100 lumen per watt e la loro durata media e di circa 12000 ore, di queste lampade hanno solo dimensioni molto grandi.
- Per avere delle lampade efficienti di piccole dimensioni ci sono le fluorescenti compatte integrate elettronicamente (quelle comunemente chiamate "a basso consumo energetico"), queste hanno una efficienza luminosa di 60 lumen per watt ed una durata di circa 10000 ore.
L'acquisto di lampade "a basso consumo" è sicuramente conveniente nonostante il costo maggiore all'acquisto, infatti grazie all'energia elettrica risparmiata l'investimento viene ammortizzato in alcuni mesi. Va però sottolineato che le lampade "a basso consumo" sono particolarmente adatte per usi prolungati (studio, cucina, sala da pranzo), mentre meno per quelli in cui vi sono spesso accensioni e spegnimenti (corridoi, bagno).


Utilizza temporizzatori e reostati: in alcuni stanze è opportuno inserire nell'interruttore un reostato che ci permetta di scegliere la luminosità adatta ad ogni situazione, questo oltre ad aumentare il confort della casa permette di evitare sprechi di energia. Stessa funzione possono avere gli interruttori a tempo o quelli collegati a fotocellule, particolarmente adatti per vani scala, corridoi e cantine, luoghi in cui dimenticarsi la luce accesa potrebbe causare sprechi considerevoli.


Non utilizzare lo stand-by per periodi prolungati: computer, televisori, videoregistratori, stereo, consumano energia elettrica anche in modalità di stand-by (quando hanno solo la luce rossa accesa), seppur il consumo sia piccolo evitalo quando sai di non utilizzare l'apparecchio per periodi prolungati (di notte, o durante periodi di vacanza).


Quando fai la lavatrice o la lavastoviglie: cerca sempre di effettuare un pieno carico e se non necessario utilizza basse temperature di lavaggio (il consumo energetico a 40° e circa la metà dello stesso lavaggio a 90°). Inoltre aziona la lavatrice e la lavastoviglie di sera o durante la notte, sono i momenti in cui l'energia elettrica costa di meno perché la rete è meno congestionata.


Il frigorifero: se troppo pieno, il frigorifero consuma molto a raffreddare i cibi, perciò evita di inserirvi prodotti con ancora gli imballaggi o avvolti in sportine, lascia che il frigo raffreddi solo ciò che ti interessa.
Inoltre non mettere mai alimenti ancora caldi nel frigo, per equilibrare la temperatura il motore dovrà fare un forte sforzo e consumerà molta energia. Cerca poi di aprirlo rapidamente e non tenere la porta aperta inutilmente.
Lascia sempre uno spazio di almeno 10 cm tra la serpentina (condensatore) sul retro del frigo e il muro, questa ha bisogno di ventilazione e deve anche essere pulita di tanto in tanto. Sbrina il frigorifero ed il congelatore dal ghiaccio appena se ne forma, questo funge da isolante ed il frigorifero consuma molto di più.


Utilizza lampade fotovoltaiche da giardino: Costituiscono una soluzione intelligente ed efficiente per illuminare il giardino, sono delle lampade, sia da applicare a pareti sia da fissare al suolo, direttamente collegate ad una piccola cella fotovoltaica. La cella trasforma la luce del sole in energia che viene accumulata durante il giorno e successivamente ceduta durante la notte alimentando la lampada. L'autonomia di queste lampada varia dalle 15 alle 30 ore. Inoltre con questo sistema si può evitare la realizzare un impianto elettrico esterno,rispetto al quale hanno anche un costo notevolmente inferiore.

Per saperne di più...
Per approfondire il tema del risparmio energetico:
www.enea.it
www.provincia.fe.it/ecoidea
www.e-alternativa.it
www.bioecolab.it

 

 

 

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Eco giardino

La situazione
Molti di noi hanno un giardino, un orto o più semplicemente delle piante ornamentali in casa. Spesso i prodotti che utilizziamo per averne cura o le cattive abitudini comportano dei piccoli ma significativi impatti ambientali. Nel caso di piante da appartamento l'uso di sostante scorrette può contribuire alla creazione di inquinamento indoor, ovvero accumulo di sostanze nocive all'interno della casa, che poi vengono inalate dagli abitanti. Una scorretta gestione dell'orto o del giardino può invece provocare gravi sprechi di acqua, immissioni di inquinati in atmosfera e nelle falde attraverso concimi o trattamenti inadeguati.
L'inquinamento di origine agricola e zootecnica viene provocato dall'immissione nei corsi d'acqua e nel terreno di fertilizzanti chimici (ricchi di fosfati e nitrati), pesticidi (insetticidi e diserbanti) e liquami delle stalle. I pesticidi sono le sostanze più pericolose perché, essendo poco biodegradabili, si depositano e si concentrano nei corsi d'acqua e distruggono tutte le forme di vita. Bisogna ridurre questa forma di inquinamento che e' molto grave; perché interessa le falde acquifere che servono all'approvvigionamento dell'acqua per le città.

Cosa posso fare?
Vi proponiamo alcuni criteri e consigli che crediamo possano consentirvi di curare le vostre piante ed i vostri giardini senza sprechi e senza contribuire all'utilizzo di sostanze dannose per voi e per l'ambiente.


L'irrigazione intelligente: L'acqua utilizzata per annaffiare orti e giardini è una parte importante dell'acqua utilizzata dai privati cittadini. Per questo è importante utilizzare metodi di irrigazione intelligenti, che consumino il minor quantitativo di acqua. La prima accortezza è di annaffiare la sera o il mattino presto evitando le ore più calde durante le quali la maggior parte dell'acqua non arriva alle piante ma evapora. Quindi è bene utilizzare sistemi a goccia stesi sul terreno, piuttosto che quelli aerei che bagnano soprattutto le foglie delle piante e non le radici. Va considerato inoltre che l'acqua che spesso viene utilizzata per annaffiare è quella del rubinetto, quindi potabile; ciò costituisce un ulteriore spreco considerando che le piante non hanno bisogno di acqua così pura e che alla società il servizio di potabilizzazione è costato molte risorse ed energie. Perciò è buona norma cercare di raccogliere l'acqua piovana ed utilizzarla per annaffiare. Per le piante di casa si può cercare di raccogliere l'acqua utilizzata per lavare frutta e verdure "riciclandola" per annaffiare le piante ornamentali.


Scegli piante autoctone: Le tipologie di piante locali sono il frutto di milioni di anni di selezione naturale, perciò sono senza dubbio le più adatte a quel tipo di clima, di terreno e capaci di difendersi da parassiti e malattie. Scegliere piante autoctone per l'arredo del proprio giardino può significare notevoli riduzioni di acqua consumata e l'utilizzo di fertilizzanti, diserbanti e pesticidi chimici, garantendo, allo stesso tempo, una buona riuscita estetica. Inoltre l'introduzione di piante esotiche può comportare dei disequilibri negli ecosistemi locali.


Birra contro le lumache: L'utilizzo di pesticidi ha determinato una serie d'effetti negativi. A livello ambientale le conseguenze più rilevanti riguardano la riduzione della variabilità genetica, l'incremento dei processi d'eutrofizzazione delle acque e l'alterazione della composizione chimico-fisica e biologica, dei suoli. Se le lumache disturbano le tue colture invece di ricorrere a pesticidi metti della birra in un recipiente, ne saranno attratte e potrai quindi allontanarle dalle tue piante senza ucciderle e senza immettere sostanze inquinanti.


Sapone contro gli afidi: Per scacciare i fastidiosi afidi dalle tue piante non ricorrere a pesticidi, basta un po' di sapone da bucato, molto meno inquinante! Fai sciogliere nell'acqua alcune scaglie di sapone da bucato quindi bagna le foglie attaccate dagli afidi con questo miscela, in pochi giorni ti sarai liberata dai parassiti indesiderati.


Attenzione ai concimi: Per fertilizzare utilizza concimi naturali, possibilmente quelli che hanno il marchio Europeo di Qualità Ecologica la margherita "Ecolabel". I concimi chimici sono infatti tra i principali responsabili dell'inquinamento delle acque ed dell'eutrofizzazione (carenza di ossigeno e conseguenza morte degli ecosistemi) di laghi e mari. Il miglior concime che puoi realizzare è comunque quello che puoi produrre con una compostiera. La compostiera è uno strumento semplice ed economico che trasforma (senza cattivi odori o richiamo di animali) gli sfalci e le potature del giardino, i rifiuti e gli scarti organici della cucina in ottimo concime, tramite un processo totalmente naturale. In questo modo contribuirai anche alla riduzione dei rifiuti urbani prodotti, risparmierai sui costi di concime e sari certo di utilizzare sostanze non inquinanti.

Per saperne di più...
Per approfondire più in generale il tema della mobilità sostenibile rifiuti: www.lagricolturachevogliamo.it
www.legambiente.org
www.corpoforestale.it
www.provincia.fe.it/ecoidea

 

 

 

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La mobilitÁ sostenibile

La situazione
Sono sempre più stretti i legami tra modelli di mobilità urbana, qualità ambientale e tutela dei soggetti più deboli. Spesso queste relazioni provocano disagi e difficoltà, alti costi economici ed energetici causati dalla congestione, situazioni di elevato inquinamento acustico ed atmosferico, rischi alla circolazione per ciclisti e pedoni.
Il contributo delle autovetture alle emissioni nazionali di CO2 (il principale gas serra, che contribuisce all'aumento delle temperature del pianeta) è pari a 77.6 milioni di tonnellate l'anno. Inoltre le autovetture sono tra le principali cause delle emissioni di altre sostanze nocive a livello locale come il benzene e le polveri sottili (PM10).
Tuttavia nel nostro paese prevale la monocultura del trasporto stradale rispetto ad altre modalità (ferrovia, trasporto marittimo, aereo). Nelle infrastrutture su 330 mila km di rete. 310 mila sono strade. I veicoli circolanti sono oggi circa 41 milioni e il ritmo di crescita delle automobili in un decennio, dal 1991 al 2001, è stato del 45%. La domanda di trasporto pubblico negli ultimi 15 anni è diminuita del 36%, mentre la mobilità privata (auto e moto) è cresciuta nello stesso periodo dell'85%. Anche i ciclomotori, che presentano un'immagine rassicurante rispetto al contributo alla congestione e all'inquinamento delle nostre città, non sono invece così innocenti: contribuiscono al 7% delle emissioni di monossido di carbonio nelle città, per il 21% e al 22% delle emissioni di benzene. Va sottolineato che oltre all'ambiente l'inquinamento urbano provoca gravi conseguenze sulla nostra salute e sui beni culturali delle nostre città. Inoltre i livelli di rumorosità misurati nelle principali città italiane sono generalmente compresi fra i 60 e i 75 dB(A), decibel quando il limite diurno è di 55dB(A) e quello notturno è 45dB(A), provocando conseguenze sul sistema uditivo, e cardio-vascolare.
In fine va sottolineato che i modelli di mobilità attuati sin ora hanno consumato tra il 1990 e il 1998 oltre 30 mila ettari di suolo per la costruzione di autostrade in Europa.

Cosa posso fare?
Ciò che ciascun cittadino può fare è portare maggiore attenzione nelle proprie scelte di mobilità. Questo può essere effettuato sia con scelte tecnologiche che con la semplice modifica di cattive abitudini. Vi proponiamo alcuni criteri e consigli per contribuire ai danni causati dalla mobilità non sostenibile:


Auto a metano o GPL: Trasforma la tua auto a GPL o a metano, o acquistale con doppia alimentazione. Il metano non è derivato dal petrolio ed è composto da un solo atomo di carbonio con quattro d'idrogeno e quindi emette molta CO2 in meno rispetto agli altri combustibili fossili contribuendo in quantità molto inferiore all'Effetto Serra"; inoltre il metano non contiene benzene, piombo, e composti di zolfo. Il metano inoltre è molto economico con un pieno di metano di circa 9 Euro si percorrono 300 Km, mentre l'installazione dell'impianto varia attorno ai 1200 Euro. Anche il GPL costituisce una alternativa ecologica alla benzina e al diesel pur essendo anch'esso un derivato del petrolio: contribuisce infatti in maniera minore alla formazione di piogge acide, effetto serra, smog urbano.


Sviluppa un car-pooling: Car pooling significa organizzarsi con i colleghi di lavoro, vicini di casa, compagni di scuola o amici per prendere una sola macchina per gli spostamenti quotidiani. Se l'automobile è condivisa da più persone, che quotidianamente percorrono più o meno la stessa strada, le emissioni gassose necessarie al trasporto delle medesime sono molto ridotte. Con il car pooling inoltre diminuisce il numero di mezzi sulle strade, riducendo così anche la congestione ed il rischio di incidenti. Aumentano inoltre i parcheggi disponibili, liberando suolo e riducendo il tempo di percorrenza dei veicoli in cerca di parcheggio.


Auto + bici: Per chi lavora in centri urbani abitando in altri paesi è possibile adottare uno stratagemma che permette di migliorare la propria salute e la qualità ambientale. Parcheggiate la macchina in periferia (dove i parcheggi sono gratuiti e semplici da trovare) e fate l'ultimo tratto in bicicletta. La bici potrete lasciarla custodita o legata nella zona dove parcheggiate oppure ve ne sono molti modelli che stanno tranquillamente piegate nel baule di una utilitaria. Un po' di moto tutti i giorni contribuirà a tenervi in forma. Se la bici non è adatta alle vostre esigenze anche passeggiare qualche minuto tutti i giorni è ugualmente utile dalle zone periferiche quindi potreste prendere un mezzo pubblico per recarvi vicino al vostro ufficio e fare il resto a piedi.


Preferisci la bici a pedalata assistita piuttosto che i motorini: Molte persone che abitano hanno negli ultimi anni preferito alla macchina i ciclomotori per andare al lavoro a distanze brevi o medie, più agili e veloci nel traffico. Vi sono in commercio allo stesso prezzo di un ciclomotore biciclette ibride elettriche che permettono di ottenere la velocità consentita ad un motorino, senza perdere la buona abitudine di muovere le gambe. Queste bici a pedalata assistita permettono di percorrere alcuni chilometri senza fare nessuna fatica e non emettendo sostanze inquinanti. La ricarica elettrica si effettua ad una normale presa è rapida e l'autonomia abbastanza ampia. Inoltre si possono condurre come una normale bici: senza casco, senza assicurazione e possono entrare nelle ZTL. Per i più pigri che non vogliono neppure fare una pedalata, esistono i motorini elettrici, anch'essi a bassissimo impatto ambientale e molto comodi.

Per saperne di più...
Per approfondire più in generale il tema della mobilità sostenibile rifiuti:
www.metanoperauto.it
www.wwf.it
www.ermesambiente.it
www.carshare.it
www.ecotrasporti.it
www.provincia.fe.it/ecoidea

 

 

 

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